Vcast, videoregistratore online, si migliora

19 Novembre 2007 


Abbiamo parlato lo scorso mese della diffida di Mediaset verso Vcast. Oggi analizziamo la situazione dopo un mese senza i canali Mediaset e con nuove funzionalità aggiunte.

Vcast, videoregistratore online, si migliora

Partiamo dalle nuove funzionalità:

Faucet si migliora

Continua il lavoro di miglioramento della funzione di videoregistrazione, ecco di seguito le principali modifiche apportate.

Abbiamo aumentato la qualità del segnale televisivo grazie ad antenne migliori: ciò comporta una migliore resa sia dei canali digitali (diminuendo gli stop dovuti ad una non perfetta ricezione del segnale), che di quelli analogici.
Finalmente, quindi, MTV ora si vede con una qualità che non si vedeva da settimane!!!

Formato DivX

Abbiamo aggiunto altri formati per le registrazioni che dovrebbero rendere più immediato l’utilizzo con altri
apparecchi attaccati al televisore. Il DiVx è un formato che si sta affermando ’spontaneamente’ e che da una qualità ragionevolmente buona ed un peso abbastanza limitato. Inoltre un lettore di DVD compatibile DiVx costa ormai meno di 100 euro e consente di stare tranquilli davanti al televisore.
Sono piccole migliorie che confermano che il progetto è in continua evoluzione; abbiamo aggiunto anche parecchi altri canali in svariati settori che vi invitiamo ad esplorare.

Formato MP3

Ora si può fruire di un nuovo formato mp3 per le registrazioni televisive (espressamente pensato a, chi tra i nostri utenti, è non vedente, ma anche a tutti quelli che si accontentano dell’audio)

Personal Television

E’ stato messo a punto il meccanismo che consente a chi ha qualcosa da comunicare con il video di pubblicare i suoi filmati su Vcast. Quindi chi si sente un nuovo Spielberg, può raggiungere una platea immensa ed esporsi al giudizio del pubblico…

La procedura di registrazione di un nuovo canale è semplice ed è anche semplice il meccanismo per caricare i video nel canale: dovrebbe essere in grado di caricare quasi qualunque formato, ci fossero problemi vi preghiamo di farcelo sapere. Ovviamente ci sono alcune regole che vanno rispettate che vanno dalla comune decenza ( non c’è ancora un ‘parental control’ ) alla proprietà dei diritti: si pubblica solo quello i cui diritti sono certi e disponibili ( quindi niente registrazioni di FaucetPVR ).

In pratica l’idea è di andare un po’ oltre l’User Generated Content stile YouTube per fornire delle serie di contenuti organizzati in canali dedicati. Ogni utente può diventare editore di se stesso, crearsi il proprio canale e cominciare ad inserire filmati. La qualità delle produzioni spesso è incredibilmente elevata e vi basta guardare alcuni di quelli aggiunti in questi giorni per farvene un’idea.

Il dopo Mediaset

Vi riporto di seguito un articolo uscito sul blog di vcast che parla appunto della situazione televisiva e in particolar modo del sistema televisivo piramidale.

La fine del sistema televisivo piramidale
Oggi il mondo televisivo Italiano è rigidamente chiuso in una piramide al cui vertice ci sono 2 soli broadcaster nazionali che controllano una filiera incredibile di soggetti. Alla base della catena alimentare ci sono i produttori e gli autori: dovrebbero essere in cima poiché sono quelli che effettivamente creano la televisione ma sono quelli con il minor potere e di conseguenza vengono mangiati dai predatori (i broadcaster). Se volente un esempio vi basti pensare alla recente vicenda di Vivere, programma cancellato dopo averlo fatto saltellare su è giù per il palinsesto facendogli perdere ascolti.

Vi propongo una analogia: 15 anni fa il mercato discografico era controllato da pochissimi soggetti, Capitol Records, BMG, Sony, convinti che tutto sarebbe rimasto immutato nei secoli a venire. Invece è successo l’esatto contrario, gli utenti hanno ‘preso il potere’ e hanno distrutto un mercato oligarchico per restituire il controllo agli artisti: la lapide l’hanno scritta i Radiohead la settimana scorsa con il rilascio del primo disco non intermediato da una casa discografica, proprio come se fossero l’ultima delle garage band. In poche parole è cambiato tutto. Chi ascolta è entrato in diretto contatto con chi la musica la fa.

Mediaset è convinta che il sistema televisivo italiano vada benissimo così com’è: totale diffusione dell’analogico, un satellite di nicchia, un digitale terrestre per una pay tv da fare concorrenza a Sky; internet non viene preso sul serio. Non è una mia opinione, è quanto è stato espresso con assoluta chiarezza da rappresentanti Mediaset in ben due convegni recenti a cui sono stato. E se si sbagliassero? E se gli spettatori non fossero così passivi? E se quello che conta fosse il contenuto e non più il canale?

Vcast propone un modello nuovo di uso della televisione: vedere quello che si vuole quando si vuole. I contenuti arrivano ‘da soli’ e sono disponibili sempre; il videoregistratore virtuale serve a sopperire ad una mancanza di contenuti direttamente serviti dai produttori, ed è questa la direzione in cui ci stiamo muovendo: mettere in contatto chi guarda la televisione con chi la produce. Senza intermediazioni. Con un meccanismo che sia semplice ed efficiente e garantisca i diritti di tutti, non solo di alcuni.

Da questo punto di vista, vi sembra ancora così strana la diffida di Mediaset a Vcast? Stiamo minando un impero dalla base, ci vorranno anni e forse non saremo noi a finire l’opera, ma ormai il cambiamento è iniziato. Quindi, per rispondere a chi ci ha chiesto se ci siamo arresi, la risposta è no. Andiamo avanti tranquilli per la nostra strada e proseguiamo nel progetto di Vcast. Dateci il tempo e vi porteremo gli stessi contenuti che guardavate su Mediaset (ma anche quelli da ‘loro’ scartati) direttamente a casa vostra.

Via Vcast blog

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