Sealand, il paese del P2P
15 Gennaio 2007

Accedere a The Pirate Bay in queste ore significa imbattersi in una singolare “testata”: la home page del celeberrimo sito dedicato al peer-to-peer si presenta infatti come Pirati di Sealand con tanto di logo stilizzato che ricorda, appunto, Sealand.
Perché tutto questo? Lo spiegano gli stessi gestori di The Pirate Bay sul proprio blog: acquistare Sealand, una piattaforma al largo delle coste britanniche che da decenni proclama e difende la propria indipendenza, consentirebbe di dar vita ad un paese del P2P, del file sharing legale, lontano dalle lunghe mani dell’industria della discografia e del cinema. Continua la lettura su PuntoInformatico
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