Non più kb ma fotoni

23 Gennaio 2007 


Binary codeAlcuni scienziati registrano un’immagine di centinaia di pixel su un singolo fotone. Con la stessa tecnica sarebbe teoricamente possibile immagazzinare quantità sbalorditive di dati in uno spazio ridottissimo

Un po’ nanotecologia, un po’ meccanica quantistica, è il futuro dell’archiviazione che sfrutta le proprietà dei quanti di luce oggi, comunemente definita come “ottica”: ricercatori dell’Università di Rochester sono riusciti a sfruttare le proprietà fisiche dei fotoni per trasportare e, cosa più importante, immagazzinare un’intera immagine in una singola particella energetica.

“Sembra impossibile, ma invece di immagazzinare solo gli uni e gli zeri, abbiamo immagazzinato un’immagine intera”, dice John Howell, professore associato di fisica e leader del team responsabile dell’importante esperimento scientifico: “È qualcosa di analogo alla differenza che intercorre tra lo scattare un’immagine con un singolo pixel - dice il professore - e farlo con una fotocamera da 6 megapixel”.

L’immagine usata per l’esperimento è composta dalle iniziali UR dell’istituto universitario, ed è formata da poco più di qualche centinaio di pixel. Tuttavia, considerando che ci è voluto un solo fotone per immagazzinarla tutta, i risultati lasciano intravedere un nuovo, incredibile campo di applicazione della fisica subatomica all’industria e alle attività di immagazzinamento dei dati. Un orizzonte tecnologico che renderebbe, per intendersi, preistorico l’appena raggiunto traguardo del Terabyte per i dischi fissi basati sui piatti magnetici.

Continua a leggere su Punto Informatico

Potrebbe interessarti...


Vuoi dire la tua?